IL COMMERCIO NON ALIMENTARE CHIEDE STATO DI CRISI PER COVID-19

Il blocco delle attività imposto dall’emergenza Covid-19 comporta il protrarsi della chiusura anche di tutta la distribuzione e vendita di generi non alimentari. Per questo Federdistribuzione chiede interventi urgenti al Governo.

In particolare l’associazione che raggruppa marchi come Ikea, Zara, Coin, Oviesse & C. chiede lo stato di crisi e sostegno alla liquidità per il commercio non alimentare.

L’associazione che rappresenta i grandi magazzini commerciali non alimentari, ha scritto al Governo lanciando l’allarme occupazione e chiedendo di inserire il settore tra quelli in stato di crisi. Soprattutto occorrono interventi più urgenti oltre all’iter, già partito, per la cassa integrazione di molti dei 100mila dipendenti diretti del comprato.

Nell’elenco delle richieste, incluso nella lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a tutti i ministeri competenti, il Presidente Claudi Gradara indica la necessità dell’accesso alla sospensione degli obblighi tributari e contributivi.

Richiesti, infine, strumenti di accesso al credito agevolato con garanzie pubbliche, misure per lo sgravio dell’Imu per i proprietari dei capannoni e dei magazzini. Più, in una seconda fase, una serie di crediti d’imposta per la promozione del settore.

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